Volkswagen accelera i tagli ai costi e porta a 100.000 gli esuberi per reggere l’avanzata dei rivali cinesi in Europa
L’amministratore delegato di Volkswagen, Oliver Blume, ha annunciato dopo i risultati del secondo trimestre un rafforzamento del piano di riduzione dei costi, con l’obiettivo di portare i tagli ai posti di lavoro da 50.000 a 100.000 e con l’avvertimento che quattro stabilimenti tedeschi potrebbero chiudere dopo il 2030. L’utile operativo del Q2 è sceso del 9,5% a 3,5 miliardi di euro e il gruppo non prevede più una crescita dei ricavi, stimando ora un calo fino al 3% nel 2026. Volkswagen affronta la pressione competitiva di oltre 150 case automobilistiche cinesi che stanno intensificando l’espansione in Europa, soprattutto nei veicoli elettrici. Le dichiarazioni arrivano mentre la società cerca di bilanciare rassicurazioni agli investitori e un percorso di ristrutturazione, secondo Reuters.