1g fa
Borse mondiali perlopiù in rialzo e petrolio in calo mentre i trader seguono la guerra con l’Iran
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono aumentate dopo che il presidente Donald Trump ha detto che l’accordo di cessate il fuoco della guerra con l’Iran era “finito”, mentre Washington e Teheran si sono scambiate attacchi. I mercati azionari globali si sono mossi in modo contrastato: il FTSE 100 di Londra è salito dello 0,1%, mentre CAC 40 e DAX hanno ceduto dello 0,1%. Il petrolio è sceso, segnalando che per ora il mercato non sta prezzando una reale interruzione delle forniture.
1g fa
2g fa
Petrolio e Wall Street più stabili mentre i mercati globali ritrovano calma
Gli Stati Uniti hanno condotto una nuova ondata di raid aerei contro l’Iran e Teheran ha risposto colpendo alleati statunitensi in Medio Oriente. Nonostante l’escalation, la reazione dei mercati è apparsa più composta: l’S&P 500 è salito dello 0,4%, il Dow Jones di 141 punti e il Nasdaq dello 0,5%. L’articolo collega la maggiore stabilità di petrolio e azioni a un temporaneo stallo sul fronte geopolitico e all’incertezza su cosa accadrà dopo. Non vengono indicati valori specifici del petrolio né prove di interruzioni dell’offerta energetica.
2g fa
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Le azioni asiatiche arretrano e il petrolio balza mentre Iran e Stati Uniti lanciano nuovi attacchi
Una nuova escalation militare in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran ha spinto al ribasso la maggior parte dei listini asiatici e ha fatto impennare il petrolio. Washington ha avviato una nuova ondata di raid aerei e Teheran ha risposto con lanci verso Bahrein, Kuwait e Qatar. Il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dell’1,6% grazie al rimbalzo dei titoli tecnologici, mentre il Brent è salito a 87.88 dollari al barile e il WTI a 74.23 dollari al barile.
Selezionato
2g fa
7-2
Wall Street apre poco mossa mentre i titoli dei chip proseguono la discesa dopo la svendita di mercoledì
Avvio contrastato per Wall Street, con i titoli dei semiconduttori ancora sotto pressione: Micron Technology è scesa di un ulteriore 2,3% nella notte. In Asia, il Kospi sudcoreano ha perso il 7,9%, con SK Hynix in calo del 14,6% e Samsung Electronics in ribasso del 9,1%. Il petrolio è arretrato verso i livelli precedenti allo scoppio della guerra in Iran. I future sull’S&P 500 sono invariati, quelli sul Dow Jones segnano +0,2% e i future sul Nasdaq cedono lo 0,4%.
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Borse globali contrastate, il Kospi della Corea del Sud cede quasi l’8% per il tonfo dei titoli dei chip
Stati Uniti e Iran hanno tenuto colloqui indiretti con la mediazione di Qatar e Pakistan, alimentando le attese di una ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz e spingendo al ribasso i prezzi del petrolio. Il Brent è sceso dell’1,4% a 70.60 dollari al barile, mentre il greggio di riferimento statunitense ha perso l’1,5% a 67.52 dollari al barile, entrambi sotto i livelli precedenti allo scoppio della guerra in Iran. In parallelo, anche i titoli dei chip hanno subito forti ribassi. Il calo del petrolio è stato però innescato direttamente dagli sviluppi geopolitici, fungendo da catalizzatore per i prezzi delle materie prime.
7-2
7-2
I listini asiatici scendono, vendite sui titoli dei chip: Kospi -5,1% e Nikkei -1,5%
Le Borse asiatiche hanno chiuso in gran parte in calo giovedì, trascinate dalle vendite sui titoli dei semiconduttori: il Kospi sudcoreano ha perso il 5,1% con SK Hynix a -7,7% e Samsung Electronics a -6,4%. In Giappone il Nikkei 225 ha ceduto l’1,5%. I prezzi del petrolio sono scesi dopo che negoziatori di Stati Uniti e Iran hanno incontrato separatamente mediatori di Qatar e Pakistan, mentre il mercato ha guardato agli sviluppi verso una fine permanente della guerra in Iran. Nel testo vengono citati esplicitamente il calo del petrolio e l’andamento del Nikkei come catalizzatori diretti sui prezzi.
7-2
6-30
Borse asiatiche per lo più in rialzo seguendo Wall Street, petrolio in stabilizzazione
Stati Uniti e Iran hanno dichiarato separatamente che invieranno delegazioni in Qatar per consultazioni, ma Teheran ha precisato che non sono stati organizzati colloqui formali con Washington. Dopo queste dichiarazioni, i prezzi internazionali del petrolio hanno interrotto la discesa e si sono stabilizzati. In Asia, la maggior parte dei mercati azionari ha chiuso in rialzo e l’indice KOSPI della Corea del Sud è rimbalzato dell’1,3% dopo un calo complessivo del 6% nelle due sedute precedenti legato alle vendite sul comparto tecnologico. Nel testo non vengono indicati livelli di prezzo del greggio né variazioni dell’offerta, ma viene segnalato un parziale allentamento del rischio geopolitico.
6-30
6-29
Borse mondiali contrastate mentre i titoli tech in Giappone e Corea del Sud ampliano i cali
Nel fine settimana l’Iran ha lanciato una nuova ondata di attacchi con droni e missili contro Bahrein e Kuwait, in risposta a una nuova serie di raid aerei statunitensi, aumentando le tensioni geopolitiche nel Golfo. L’escalation ha spinto al rialzo i prezzi internazionali del petrolio, per i timori sulla stabilità delle forniture mediorientali. Nel testo non vengono indicati altri meccanismi diretti che muovano i prezzi degli asset tradizionali, mentre per il greggio è riportata una catena causale immediata e verificabile.
6-29
6-29
Borse asiatiche contrastate: vendite sui titoli tech frenano Giappone e Corea del Sud
Nel fine settimana l’Iran ha lanciato una nuova ondata di attacchi con droni e missili contro Bahrein e Kuwait, in risposta a nuovi raid aerei statunitensi legati a recenti sanzioni, aggravando le tensioni tra Washington e Teheran. A Tokyo il Nikkei 225 è sceso lunedì dell’1% a 68.704,70 punti, dopo il -4,2% di venerdì; SoftBank Group ha ceduto un ulteriore 5,9%. Il petrolio internazionale è salito, ma resta vicino ai livelli precedenti allo scoppio della guerra con l’Iran a fine febbraio. L’escalation geopolitica ha alimentato il premio per il rischio energetico e ha indebolito il sentiment sui tecnologici in Asia.
6-29