Guerra in Iran e colli di bottiglia nello Stretto di Hormuz fanno aumentare i costi del cambio dell’olio
La guerra in Iran ha ridotto il traffico nello Stretto di Hormuz e, a marzo, un missile iraniano ha danneggiato l’impianto Shell Pearl GTL in Qatar, il principale sito mondiale per basi Gruppo III, lasciando fuori servizio metà della capacità per almeno un anno. Gli Stati Uniti importano oltre il 45% delle basi Gruppo III dal Medio Oriente, un componente chiave per gli oli motore sintetici, e i prezzi delle basi sono saliti di oltre il 200% rispetto al periodo precedente al conflitto, con scorte in esaurimento. Le officine segnalano rincari fino al 60% sui prezzi al dettaglio dell’olio motore. L’evento rappresenta uno shock di offerta concreto e di breve-medio periodo anche per derivati energetici come benzina e altri prodotti legati al greggio.