1g fa
La guerra in Iran spinge i noli delle superpetroliere a $1.035 milioni al giorno sulla rotta Golfo Persico-Cina via Stretto di Hormuz
Al settimo mese di guerra in Iran, il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz continua a ridursi, ma la necessità di esportare petrolio dal Golfo Persico resta elevata. Questa settimana i dati del Baltic Exchange mostrano che il noleggio giornaliero di una VLCC dal Golfo Persico alla Cina ha superato per la prima volta 1 milione di dollari, arrivando a $1.035 milioni, rispetto a circa $208.000 al giorno per una rotta analoga. L’aumento è alimentato dall’impennata dei costi assicurativi e da una maggiore concentrazione del mercato. L’offerta più vincolata ha riportato il greggio sopra $100 al barile e il diesel ha superato per la prima volta $6, in rialzo del 60% rispetto a prima della guerra.
1g fa
9-16
OpenAI tratta un nuovo round VC con valutazione a 1.2 trillion di dollari per rinviare l’IPO
OpenAI sta discutendo con gli investitori un nuovo round di finanziamento che potrebbe valutare la società a 1.2 trillion di dollari. Il CEO Sam Altman ha detto di recente che, per via delle questioni legate alla sicurezza, questo non è un momento opportuno per quotarsi e che l’azienda non avverte pressioni in tal senso. OpenAI ha raccolto $122 billion a marzo, con una valutazione di $852 billion.
9-16
9-15
Il rialzo del petrolio spinge i rendimenti dei Treasury USA oltre il 5%, riaccendendo i timori di un circolo vizioso del debito
Il rendimento del Treasury USA decennale ha superato lunedì la soglia del 5% per la prima volta dal 2023, mentre il conflitto con l’Iran continuava a sostenere i prezzi dell’energia. Il Brent è salito fino al 4% a quasi 110 dollari al barile e, con l’inflazione sopra l’obiettivo della Fed da oltre cinque anni, i policymaker mostrano minore disponibilità ad “attendere e vedere”. La soglia del 5% ha pesato anche sui titoli tecnologici, con i chip in calo, e tassi più alti complicano la raccolta di capitale per le aziende tramite emissioni azionarie.
9-15
9-13
Sam Altman: OpenAI non si quoterà in Borsa nel 2026, l’IPO ora sarebbe “un momento sconsigliato”
Il CEO di OpenAI Sam Altman ha detto che l’azienda non prevede una quotazione nel 2026, sostenendo che questo non è il momento giusto e che la priorità è affrontare temi di sicurezza e conformità. In precedenza, il mercato aveva ipotizzato che un’IPO potesse valutare OpenAI fino a 1 trilione di dollari. Nel frattempo, la volatilità successiva all’IPO di SpaceX e un contesto di mercati globali instabili, aggravato dalla riacutizzazione della guerra in Iran con effetti su petrolio e aspettative d’inflazione, hanno alimentato l’incertezza.
9-13
9-3
De Nederlandsche Bank rialloca l’oro dagli Stati Uniti e lascia il 18,5% tra New York e Ottawa
La banca centrale dei Paesi Bassi ha riallocato parte delle sue riserve auree dagli Stati Uniti all’Europa per migliorare la liquidità dell’oro. Al momento della pubblicazione, su 612 tonnellate complessive detenute, il 18,5% resta custodito tra New York e Ottawa. In precedenza, anche la Banque de France aveva annunciato nel marzo 2025 di aver venduto 129 tonnellate di oro detenute a New York e di aver acquistato oro in Europa, senza collegare la scelta a fattori geopolitici.
9-3
8-22
Bitcoin sfiora gli 80.000 dollari, ma Hyperliquid guadagna terreno nel trading cripto
Nell’ultima settimana Bitcoin è salito di quasi il 25% e, con il prezzo intorno a 64.000 dollari martedì, le liquidazioni di posizioni short hanno raggiunto 1,3 miliardi di dollari in una sola giornata. Nelle 48 ore successive sono stati liquidati altri 1 miliardo di dollari di short, portando il totale settimanale a 4,5 miliardi di dollari. Intanto Hyperliquid ha registrato nel primo trimestre del 2026 un volume complessivo di spot e perpetui superiore a 633 miliardi di dollari, oltre sei volte il totale del secondo trimestre del 2024. I dati sulle liquidazioni settimanali arrivano da Bitwise.
8-22
8-18
Le riserve strategiche di petrolio USA scendono sotto 300 milioni di barili, a rischio l’integrità di 60 caverne di sale sotterranee
La Strategic Petroleum Reserve (SPR) degli Stati Uniti è scesa la scorsa settimana sotto 300 milioni di barili, un livello che non si vedeva dagli anni ’80. Washington prevede di rilasciare 172 milioni di barili per gestire gravi interruzioni dell’offerta e l’aumento dei costi energetici legati alla guerra con l’Iran, portando la SPR a 243 milioni di barili. Esperti avvertono che scorte così basse potrebbero danneggiare le caverne di sale sotterranee che stoccano il greggio, con riparazioni già superiori a 100 milioni di dollari.
8-18
8-15
Iran sostiene di aver chiuso lo Stretto di Hormuz, Trump: escono ancora 9 milioni di barili al giorno
L’Iran afferma che lo Stretto di Hormuz è stato chiuso, ma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sostiene che continuino a uscire 9 milioni di barili di petrolio al giorno. Il segretario all’Energia Chris Wright ha scritto martedì su X che la media mobile a sette giorni delle esportazioni attraverso lo stretto è stata di quasi 9 milioni di barili al giorno. Axios ha riportato domenica, citando funzionari statunitensi, che circa 8 milioni di barili a notte passano in modo discreto tramite un corridoio meridionale con l’assistenza degli Stati Uniti e che le esportazioni via oleodotti sono di circa 4 milioni di barili al giorno. Secondo quanto riferito, il totale sarebbe intorno a 15 milioni di barili al giorno, sotto i 20 milioni di barili al giorno pre-conflitto.
8-15