2g fa
ASX atteso in rialzo dello 0,6% dopo il rimbalzo di Wall Street, con calo di petrolio e rendimenti obbligazionari
La Bank of England ha lasciato invariato il tasso di riferimento al 3.75%, ma il voto del Monetary Policy Committee (6 a 3) ha segnalato un orientamento più restrittivo, con tre membri favorevoli a un rialzo. La banca centrale ha inoltre rivisto al rialzo le stime d’inflazione, prevedendo un livello superiore al 4% a inizio 2027, ben oltre l’obiettivo del 2%. Sul fronte dei mercati, il calo dei rendimenti obbligazionari globali e la discesa del petrolio hanno sostenuto il rimbalzo dei titoli tech a Wall Street, con l’ASX atteso in apertura a +0,6%. Il dollaro australiano è salito dello 0,3% a 71,1 centesimi di dollaro USA.
2g fa
9-11
ASX atteso in calo, petrolio +7,5% e rendimenti dei Treasury USA in forte rialzo
L’aumento degli attacchi al trasporto marittimo nel Mar Rosso ha spinto il Brent a un balzo giornaliero del 7,5%, mentre il WTI ha superato la soglia di 100 dollari. I timori di interruzioni dell’offerta e il rendimento del Treasury USA a 10 anni salito al 4,96% hanno riacceso le paure sull’inflazione, trascinando in ribasso tutti i principali indici di Wall Street. In Australia, il mercato azionario è visto in apertura a -0,9% e il dollaro australiano scende a 71,5 centesimi di dollaro USA.
9-11
8-31
L’ASX atteso in calo dello 0,4% dopo il ribasso di Wall Street sulle preoccupazioni per l’inflazione
Gli indici principali di Wall Street hanno chiuso in calo dopo che il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha ribadito che la banca centrale resta concentrata sulla lotta all’inflazione e ha lasciato intendere che potrebbe essere necessario continuare con i rialzi dei tassi. L’S&P 500 ha ceduto lo 0,25% e il Nasdaq lo 0,5%. Nel comparto tech, Nvidia ha perso il 4,3% e Marvel Technology è scesa di oltre il 10%, mentre Alphabet e Apple hanno registrato rialzi. I future sull’ASX 200 indicano un avvio in flessione dello 0,4%.
8-31
6-19
Ravenswood Gold annuncia un rifinanziamento da 1,4 miliardi di dollari per la più grande miniera del Queensland
Ravenswood Gold, proprietaria della più grande miniera d’oro del Queensland, ha completato un rifinanziamento da 1,4 miliardi di dollari che le consente di estinguere debiti e liberarsi da precedenti obblighi di copertura a prezzi ben inferiori all’attuale quotazione di 4.100 dollari l’oncia. La nuova struttura finanziaria aumenta l’esposizione della società ai prezzi elevati dell’oro. L’operazione sostiene inoltre l’obiettivo di portare la produzione annua da 134.000 once a 200.000 once entro il 2027. L’evento non modifica i fondamentali di domanda e offerta del mercato spot dell’oro, ma rafforza la capacità dei produttori di trasformare in utili i livelli di prezzo elevati e la fiducia negli investimenti in capitale, sostenendo indirettamente l’elasticità del prezzo dell’oro come asset sul lato della produzione.
6-19
6-18
Il gruppo ransomware “The Gentlemen” rivendica l’attacco che ha fermato per una settimana due zuccherifici di Mackay Sugar nel Queensland
Due zuccherifici regionali del Queensland di Mackay Sugar, Racecourse e Farleigh, sono rimasti non pienamente operativi dal 10 giugno dopo un cyber attacco che ne ha causato lo stop per circa una settimana. Un gruppo ransomware russofono noto come The Gentlemen ha rivendicato l’azione sul dark web, ma l’attribuzione non è stata verificata in modo indipendente, secondo l’esperto di cyber security Andrew Philp. L’azienda riferisce di aver avviato verifiche sulle affermazioni di una “parte esterna” e punta a riprendere raccolta e attività degli impianti entro fine settimana. Il blocco ha indotto molte delle 1.300 aziende agricole fornitrici a sospendere il raccolto, alimentando timori su minore contenuto di zucchero e costi più alti se la stagione dovesse slittare.
6-18
6-17
Inpex trova un accordo con i sindacati su Ichthys: stop agli scioperi dopo settimane
La giapponese Inpex e i sindacati australiani hanno raggiunto un accordo di principio sulla vertenza all’impianto di GNL Ichthys, ponendo fine a settimane di scioperi e riportando le attività alla normalità. L’intesa prevede aumenti salariali annuali del 3,75% e clausole su tutela occupazionale, ma deve ancora essere approvata con un voto degli iscritti. L’impianto produce circa 8,9 milioni di tonnellate di GNL l’anno, destinate soprattutto all’Asia, e le proteste avevano già causato ritardi nelle spedizioni. La ABC riferisce che l’interruzione ha inciso sul ritmo dell’offerta di GNL nel breve termine e sulla volatilità dei prezzi spot in Asia.
6-17
6-17
Gli Stati Uniti valutano un allentamento delle sanzioni sull’Iran, il petrolio scende ai minimi di 3 mesi
Secondo quanto riportato, gli Stati Uniti firmeranno un memorandum d’intesa che consentirebbe esenzioni su parte delle sanzioni legate alle esportazioni di petrolio iraniano, includendo servizi bancari, trasporto e assicurazione. L’Iran dispone di oltre 100 million barrels di greggio in stoccaggio e su petroliere, di cui più di 60 million barrels sarebbero al di fuori del blocco statunitense. La misura aumenterebbe in modo significativo l’offerta globale di petrolio, esercitando pressione diretta sui prezzi internazionali. L’articolo inquadra l’impatto soprattutto come cambiamento della struttura domanda-offerta del mercato del greggio, più che come un generico rischio geopolitico.
6-17
6-17
Imprese australiane chiedono di prorogare lo sconto sul carburante dopo lo shock che ha raddoppiato il diesel
L’operazione militare “Epic Fury” lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran a fine febbraio ha spinto il petrolio a massimi storici, facendo impennare i costi del carburante in Australia e mettendo sotto pressione trasporti, agricoltura e turismo. Per alcune attività, tra cui l’autotrasporto, il prezzo del diesel è raddoppiato in una notte e il rincaro sta incidendo sui margini. Il taglio dell’accisa sui carburanti e la sospensione dei pedaggi per i camionisti, introdotti a marzo per tre mesi, scadono il 30 giugno e il governo non ha ancora deciso se prorogarli. Gli esperti avvertono che la ricostituzione delle riserve strategiche consumate richiederà 18–24 mesi, mantenendo elevata la pressione sui costi.
6-17
6-16
Lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprire entro venerdì dopo oltre tre mesi di blocco: effetti su petrolio e prezzi
Lo Stretto di Hormuz dovrebbe riaprire entro pochi giorni dopo oltre tre mesi di interruzione, che ha colpito quasi un quinto delle spedizioni marittime mondiali di petrolio. Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco e Donald Trump ha detto che il passaggio sarà riaperto “completamente” e senza pedaggi. Il Brent era salito da sotto 70 dollari al barile in febbraio a oltre 120 dollari al barile in aprile. Gli analisti stimano che la ripresa piena dei traffici richiederà 3–6 mesi, mentre i futures potrebbero correggere più rapidamente e i prezzi spot potrebbero iniziare a scendere nel giro di settimane.
6-16