Recessione globale probabilmente evitata, ma restano marcati rischi al ribasso
Riepilogo di mercato AI
L'OCSE e la BCE avvertono che un'escalation nel Golfo Persico e una potenziale prolungata interruzione dello Stretto di Hormuz potrebbero rallentare materialmente la crescita globale 2026–2027, riaccelerando al contempo l'inflazione. Il rialzo di 25 pb della BCE al 2,25% e l'inflazione USA più elevata evidenziano un rinnovato rischio di stagflazione guidata dall'energia. Ciò aumenta i premi per il rischio nella determinazione dei prezzi del greggio, inasprisce le condizioni finanziarie e accresce la pressione, nel breve termine, su obbligazioni sensibili ai tassi e azioni orientate alla crescita.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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L’OECD e la BCE avvertono che un’ulteriore escalation del conflitto nel Golfo Persico potrebbe portare a un’interruzione prolungata nello Stretto di Hormuz, rallentando la crescita globale nel 2026–2027 fino al 2,1%–1,8% e alimentando l’inflazione. La BCE ha alzato i tassi di 25 punti base l’11 giugno, portandoli al 2,25%, citando i rischi legati al Medio Oriente. Negli Stati Uniti, l’inflazione di maggio è salita al 4,2%, il livello più alto da aprile 2023. Il rischio geopolitico colpisce direttamente l’offerta e la formazione dei prezzi del petrolio, aumentando la pressione sistemica su obbligazioni sensibili ai tassi (BE), asset in dollari (ONUS) e indici azionari growth (SUS).