I rivenditori di oro affrontano un primo trimestre difficile tra rialzi dei dazi e periodo di adhik maas
Riepilogo di mercato AI
La domanda di oro in India sta affrontando uno shock dovuto a molteplici fattori: un forte aumento del dazio all'importazione (dal 6% al 15%), un appello del governo a rinviare gli acquisti per preservare le riserve in valuta estera e la pausa stagionale dell'adhik maas. I rivenditori segnalano un livello elevato di permute di oro usato (circa il 43–46% delle vendite del primo trimestre), a indicare una debolezza degli acquisti di nuovo oro, mentre Crisil prevede che i volumi dell'FY27 scenderanno del 13–15%. Un consumo indiano più debole può attenuare le condizioni della domanda fisica di oro nel breve termine.
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Il governo indiano ha alzato il 13 maggio l’aliquota effettiva complessiva dei dazi all’importazione su oro e argento dal 6% al 15%, dopo che il primo ministro Narendra Modi il 10 maggio aveva invitato i cittadini a rimandare gli acquisti di oro per un anno per preservare le riserve in valuta estera. A pesare sulla domanda si aggiunge anche l’adhik maas, periodo tradizionalmente più debole dal 17 maggio al 15 giugno. Nello stesso periodo, il prezzo internazionale dell’oro è sceso di oltre il 30% dal massimo di gennaio di $5,600 a meno di $4,000. Diversi rivenditori segnalano nel Q1 una quota di vendite legata alla permuta di vecchi gioielli pari al 43–46%, mentre Crisil prevede un calo dei volumi di vendita retail di gioielli in oro del 13–15% nel FY27.