Guerra di Trump contro l’Iran, economisti allarmati: petrolio oltre 100 dollari e costi a 42 miliardi
Riepilogo di mercato AI
Il rischio di escalation nel conflitto tra Stati Uniti e Israele con l'Iran si scontra con fondamentali energetici già tesi: petrolio sopra i 100 dollari, scorte in calo, scarsa capacità di raffinazione disponibile e costi del diesel in aumento verso l'inverno. Le interruzioni segnalate (ad esempio, danni a un oleodotto saudita) e una strategia di uscita poco chiara aumentano i premi per il rischio di offerta e l'ansia per l'inflazione, irrigidendo le condizioni finanziarie e pesando sugli asset rischiosi più ampi, pur mantenendo volatili il greggio e i prodotti raffinati.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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La guerra degli Stati Uniti contro l’Iran prosegue da quasi sette mesi e, secondo il testo, ha superato diverse soglie economiche: il petrolio è oltre i 100 dollari al barile e la benzina negli Stati Uniti si avvicina a 5 dollari al gallone, mentre il diesel è salito oltre 6 dollari. Il Pentagono ha riferito al Congresso che il costo del conflitto è arrivato a 42 miliardi di dollari, sopra i 38 miliardi stimati in precedenza dal Congressional Budget Office. Economisti avvertono che la strategia di uscita non è chiara.