Il rame supera 14.500 dollari a tonnellata e tocca un record con l’aggravarsi della stretta sull’offerta
Riepilogo di mercato AI
Il rame LME ha toccato un record di $14,533/tonnellata poiché, come previsto, la politica tariffaria statunitense ha attirato l'offerta via mare nei magazzini USA, restringendo la disponibilità altrove nonostante una domanda finale contenuta. Il rally è rafforzato dalla debole crescita dell'offerta mineraria, dalla persistente scarsità di rottame (la produzione di vergella secondaria in calo di ~50% a/a) e dal calo delle scorte cinesi a monte/a valle. L'attenzione del mercato si sposta dai livelli di scorte globali ai deficit regionali e alle scorte dislocate, sostenendo un'elevata tensione sullo spot e spread volatili.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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I futures sul rame al London Metal Exchange hanno toccato martedì un massimo storico a 14.533 dollari per tonnellata, con un rialzo del 17% da inizio anno. Il mercato sconta che le attese di dazi statunitensi stiano attirando grandi volumi di metallo nei magazzini USA: le importazioni sono in eccesso di 730 mila tonnellate dall’inizio dell’anno, riducendo la disponibilità nel resto del mondo. La scarsità di rottame continua e la produzione di vergella secondaria si è dimezzata su base annua, mentre in Cina le scorte a monte e a valle sono diminuite, contribuendo a sostenere i prezzi.