Oro sotto pressione vicino a $4000 l’oncia nella settimana del 20 luglio 2026, tra dollaro forte e rendimenti USA in rialzo

Riepilogo di mercato AI
L'oro resta sotto pressione poiché l'aumento dei prezzi del greggio, dovuto all'escalation delle tensioni tra USA e Iran, riaccende le preoccupazioni per un'inflazione trainata dall'energia, rafforzando la narrativa della Fed "più alta più a lungo". L'enfasi dei funzionari della Fed sulla necessità di ulteriori prove di disinflazione ha mantenuto solidi i rendimenti dei Treasury e il dollaro USA, riducendo l'attrattiva relativa di un metallo non remunerativo come l'oro, nonostante il rischio geopolitico. Anche gli aspetti tecnici indicano un canale discendente e un momentum debole nel breve termine, con i trader che osservano gli indici PMI e la BCE come possibili catalizzatori.
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L’oro resta sotto pressione e a inizio settimana si muove intorno a $4000 l’oncia. L’aumento del prezzo del petrolio, alimentato dall’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e da nuovi attacchi in Medio Oriente, riaccende i timori di un’inflazione guidata dall’energia. I commenti di funzionari della Federal Reserve, che chiedono ulteriori prove di un raffreddamento duraturo dei prezzi prima di allentare la politica monetaria, sostengono dollaro e rendimenti dei Treasury, riducendo l’attrattiva dell’oro. Sul piano tecnico, le quotazioni restano in un canale discendente e il quadro di breve periodo è debole.